Scolarizzazione e Futuro delle Figlie e dei Figli dei Migranti a Brescia

17 Giugno 2017, CSV Brescia

Dopo l’introduzione e il saluto ai presenti del Dott. Franco Valenti, che ha portato anche i saluti del Presidente del CSV Giovanni Marelli e dell’Assessore alle politiche per la Casa e alla Partecipazione del Comune di Brescia Marco Fenaroli, la presidente dell’Associazione AFE, Simona Lavo, ha illustrato ai presenti la nascita della Associazione e i suoi obbiettivi, sottolineando come la finalità della stessa si basa soprattutto sulla convinzione che la solidarietà deve essere partecipata e deve partire dal basso e come nei micro progetti ci sia la fattibilità di una efficacia che ha effetti concreti e benefici sulla vita delle persone, auspicando che possa diventare modello per progetti futuri.

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E’ seguito l’intervento della Dott.ssa Maddalena Colombo – docente presso l’Università cattolica di Brescia e Direttrice del CIRMiB – che ha illustrato con dati statistici la situazione della scolarità dei figli dei migranti, con particolare attenzione alla provincia di Brescia. Il primo dato che ne emerge è l’importanza che viene data dai migranti alla scolarizzazione dei propri figli, perché attraverso di essa si vede la possibilità di una maggiore integrazione (una carta di accesso ai diritti da esigere), una forma di rivalsa verso il proprio passato e verso quanti sono rimasti nel Paese di origine e una porta aperta su un futuro migliore. La scuola quindi come strada per l’ emancipazione sociale e umana che spesso però si scontra con le difficoltà che l’essere straniero porta con sé; difficoltà linguistiche (che hanno effetto sulla dispersione scolastica) economiche (gli stranieri si iscrivono per lo più agli istituti tecnici o professionali) e di genere (le femmine, pur ottenendo risultati migliori, hanno più difficoltà a proseguire gli studi da una parte per il peso delle aspettative della famiglia dall’altra perché finita la scuola dell’obbligo è più difficile che le ragazze proseguano gli studi, con differenze significative tra le varie nazionalità di provenienze).
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A conclusione del suo intervento la Dott.sa Colombo auspica una scuola che non renda invisibili le differenze etniche e di genere.
Abbiamo poi ascoltato David Macdonald, membro della Associazione AFE che ha illustrato il sistema scolastico pubblico del Pakistan, prendendo ad esempio lo stato del Punjab L’organizzazione della carriera scolastica è simile al sistema italiano ed è suddivisa in cinque livelli di istruzione dalla Scuola Primaria all’Università. La spesa per l’istruzione e pari al 2% del Pil e il tasso di alfabetizzazione e pari al 55% con notevoli differenze tra maschi e femmine ( mediamente 69% i maschi e 40 % le femmine), tra le varie regioni in cui è suddiviso il Pakistan e tra le zone urbane e le zone rurali. In queste ultime sono maggiormente evidenti la differenza di genere, il tasso di abbandono e la carenza di strutture e di servizi e in alcuni casi anche di insegnati. Va comunque riconosciuto allo Stato del Pakistan i migliori risultati ottenuti dagli anni 50 ad oggi e lo sforzo per migliorare la situazione della scuola pubblica partendo dall’aumento della quota di Pil da destinarsi.
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Di seguito il vicepresidente di AFE Nadeem Hussain ha illustrato il progetto di riqualificazione della scuola primaria di Toba Tek Singh che l’Associazione ha in programma di portare a termine. Il progetto prevede la ristrutturazione di un’aula attualmente inagibile e la costruzione di altre tre aule nelle quali potranno fare lezione i bambini e le bambine che ora sono costretti a seguirle all’aperto o sotto un porticato. Questo progetto, nella convinzione della solidarietà condivisa, prevede che la comunità di migranti pakistani presenti sul territorio bresciano abbiano una parte attiva nella sua realizzazione anche nella raccolta fondi. Questo aspetto non secondario risponde all’idea che il benessere ottenuto con la migrazione, anche se è certamente il risultato di un rischio e della fatica personali, debba essere condiviso con i fratelli e le sorelle più sfortunati.
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A conclusione l’intervento del Dott. Rizwan Salabat, Vice Console del Pakistan. Nel suo discorso ha ripercorso la situazione della scuola pubblica in Pakistan, ricordando come la situazione sociale e geografica non permetta di destinare più fondi alla scuola in quanto la maggior parte è forzatamente dirottata sulla difesa militare. Nel contempo ha ribadito l’importanza della scuola come mezzo per il riscatto umano e sociale sia per il singolo che per le Nazioni, sottolineando quindi l’apprezzamento per le finalità dell’Associazione AFE, in generale, e per il progetto di riqualificazione della scuola, in particolare.

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